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MELOBRAMMA IN DUE ATTI

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MELODRAMMA IN DUE ATTI

Musica del Ab. deg. ha Dl rehol

CAV. DELLA LEGION D’ ONORE.

LWVilano

PER GASPARE TRUFFI Contr. dei Due Murì n. 4034,

MUSIC LIBRARY > È UNC--CHAPEL HILL

'

AVVERTIMENTO

E, cavaliere francese per nome Saint-Phal, che per co- modo del verso viene chiamato Volmar, s’invaghisce di Alina; leggiadra e spiritosa villanella di Provenza, le fede di sposo, e parte da lei, costrettovi da imperiose circostanze. Alina ne va în traccia, ma è presa dai pirati e condotta schiava in Golconda. Quivi piace al re, gli diviene sposa, e dopo alcun tempo rimane vedova. Tutti i Grandi fanno a gara per otte- nere la mano della bella Regina, ed essa è costretta dalle | leggi del regno a scegliere un successore al defunto marito. In quel mentre giunge in Golconda un ambasciatore francese. Egli è Volmar. Quel che succede vedesi nel melodramma. Il soggetto è tolto da una novella del cavaliere di Boufflers, tranne l episodio di Fiorina e Belfiore, immaginato per dar luogo ad un giocoso contrapposto di caratteri.

PERSONAGGI ATTORI

Coi-@-;i Coceani

ALINA, Regina di Golconda sig. FIORINA, Giovane francese,

di lei confidente sig. VOLMAR , Ambasciatore d francese sig.

BELFIORE, Ufficiale, di lei amico sig.

| SEIDE, Principe del sangue, Visir della Regina sig.

ASSAN, Uffciale del Regio Palazzo SZ.

Cori e Comparse.

Grandi del regno, Uffiziali e soldati francesi e in- diani, Bajadere, Schiavi e Schiave, Paesani e Paesane provenzali.

La scena è in Golconda.

» I versi virgolati si omettono.

ATTO PRIMO

SCENÀ PRIMA

Magnifico padiglione negli appartamenti della Regina di Golconda. ‘Il fondo è coperto da seriche cortine.

Coro pi DonzeLLe

O, che da lei rimove Del mesto lutto i veli, Fia che il bel volto sveli In tutto il suo splendor.

Luce e letizia piove De? suoi fedeli in cor. .

Tal, diradato il nembo Della procella oscura, Brilla per l’ aria pura L’ astro del ciel maggior.

E di natura in grembo Spande letizia e amor.

(Cessano i canti, Alina viene, Fiorina la segue animandola.)

Ari. è pur dolce in questo giorno”

Il solai a me d’ intorno: Il sincero vostro affetto Ricompensa in oggi avrà. Ma non ho pace ancor, Sempre penar così! Di calma forse il Mi sta vicino. Ore del primo amor, Più non tornate a me: Tutto cangiar potè Crudel destino. Ma il rivedrò, abbraccierà , . Sereno e tenero Ritornerà. Al sol pensiero Di tal contento,

Coro

Ass.

ALI.

Fon. Assi Don.

ATTO Il mio tormento Minor si fa.

Dal cielo a chiederti Pace e contento Ciascun intento

. Ognor sarà.

SCENA II.

Assan e dette.

Impazienti i Principi Del -tuo tardar, Regina, Che si sollevi attendono Questa regal cortina, E ai grandi, ai duci, al popolo Alfin palesi il Re.

Turri

Vana d’ amor memoria, Ti parti omai dal seno: Le iue speranze inutili Più non offrirmi almeno; Il mio destino a compiere Forza concedi a me.

Voti dolei e teneri Movi a far paghi appieno: Veggan le genti splendere Il volto tuo sereno, E mirin liete, e adorino L' astro dell’ India in te.

SCENA HI.

Ad un cenno di Alina spariscono le cortine e lasciano .vedere un’ ampia galleria, dal cui fondo scorgesi il mare. Tutto il luogo è occupato dai Grandi, dai Duci, e dal Popolo. Seide e in mezzo al corteggio.

Cono GENERALE Salve, o sol maggior di quello Che del Gange irraggia onda! inni sacra a te Golconda, Arde aromi e incensi a te.

PRIMO 7 Venturato questo regno! Venturate in un tue genti Che a tuo nobile sostegno Consacraro in cor la fè! Farne lieti alfin consenti; E fedeli ubbidienti Nello sposo tuo novello Serviremo il nostro re. Ser Cedi al voler de’ grandi: Rinova i giuri tuoi. Del pari ognun di noi Aspira al tuo favor. Ma se amor da te si chiede, Puro amor costante e fido, Mia Regina, 10 sol confido D’ ottenere il tuo bel cor. Cono Farne lieti alfin consenti ec. Se. Se teco al soglio M'invita un Dio, Sarò, ben mio, Maggior di me. Cono Lo sposo ah scegli! Deh! scegli il re. Ati. Omai del tutto, è ver, volsero i giorni; Assai, gli è vero, io piansi il fato estremo Del: vostro e mio Signor; ma concedete Un giorno ancor... s Non lice! Oggi tu il devi!...

SEI

ALI. Ebbene , a tal costretta, To scelgo o, (odesi scoppio d' artiglieria vicina) Ohimè!... che fia ? Fior. i Gente straniéra Sul lido appar |... SEL (De° mali miei foriera !)

SCENA IV Assan e detti.

Ass. Un messaggio di pace A te la Francia invia,

s ATTO E il duce omaggio dartene desia,

Ati. Il duce? Ed ei s’appella?

Parla. Ass. Ernesto Volmar. ALI. (con un grido) Volmar! Fior. (Oh bella!) Ser. Che avvenne ? ALI. di P idol mio!)

Ite ; e s’ onori con solenne pompa Questo di pace ambasciator guerriero. Sei. (Un altro inciampo ! Ah che per me dispero ! (parte con Assan ed i Grandi.)

SCENA V.

ALina e FIORINA.

Au. Fiorina!... io non ho fibra, Che non mi tremi in petto. Fior. | Io mi confondo-: Che se si danno al mondo - Di bizzarri casi, un giorno o l’ altro Mi aspetto di vedermi innanzi agli occhi Quel bel mobile al quale io fui sposata. Ati. Te ÎÌ’ auguro, di cuor.

Fior. Bene obbligata.

Ati. Ma intanto che ne dici ? Come lo troverò ? fedele ancora ? ; O incostante e spergiuro ?

Fion. « Oh! se pensaste

» Di trovarlo qual era ai lieti giorni > Del vostro amor primiero, » State fresca davvero.

Au. » Il cor mi dice » Che tal lo rivedrò come il lasciai. Firon.» Eh! che in amor non indovina mai.

Un lustro intero è corso

» Da che siete divisi, ed in un lustro » Cambiano le città, cambiano i regni, » Figuratevi un giovane francese.

$

PRIMO O) | . An. » Ebben: la verità ci fia palese. . —» Ascolta:.io metter voglio » Alla prova quel cor.; » pria di svelarmi, Vederlo, interrogarlo; e sconosciuta Investigar gli affetti suof mi giova. Vieni. Fior. Per me risparmierei la prova. (partono)

SCENA VI.

Sala terrena negli appartamenti destinati agli Ambasciatori.

VoLMmar e BELFIORE.

(sono introdotti da diversi uffiziali)

«Ber. Bel paese, ciel ridente, Sesso amabile e vivace. Cavalier, sia guerra o pace, Non mi muovo più di qua.

Vor. Anzi 10 parto immantinente... Bet. Tu sei cieco alla beltà. Vot. Io del sesso ammiro il merto,

Ma mi piace un solo oggelto : Altra via d’ entrarmi in petto. Più l’ amor non troverà.

Ber. . Ed il mio gli è sempre aperto... Vor. Tosto ei entra, e tosto va. Ber. Un prodigio, a quel ch'io sento, di Era adunque il tuo tesoro. Vo. Le virtù divise in cento

Tutte avea colei che adoro. Bet. E tal perla preziosa Era dunque?...

Vor. La mia sposa. Bet. E tu l’ami? . Vor. Coma pria,

Come allor che a me offri. Ber. Bagattella! ed io la mia 7 Non amai che quattro dì.

10 ATTO Esigente, fantastica, altiera,

Brontolona, gelosa, severa, Notte e giorno alle coste mi stava; A bacchetta volea comandar.

Vot. Schietta, ingenua, tranquilla, sincera, Amorosa, gentil, lusinghiera, Respirare in me sola sembrava, Non supea che piacere ed amar.

a 2 Ah! dal che mi venne rapita

. n0]a SR £ Ogni Na dal core è bandita 3

Ber. e Vor. Se per caso trovar la dovessi, Mi vorrei, giuro a Bacco, annegar. Se per sempre perduta |’ avessì , Non saprei di me stesso che far. Ber. Oh! vedi in casi eguali Quanta di naturali E qual diversità! Tu corri il mondo Sperando sempre di trovar 1’ amante, Io temendo incontrarla ad ogni istante. Tu mal preghi ai corsari Che te hanno rapita, io benedtco Soa che me l'hanno tolta... In questo modo:; Mentre tu ti lamenti, io me la godo. Vor. Ah! se la tua Fiorina Somigliasse ad Alina! Oh! se veduta Meco l’avessi nel natio villaggio Bella del suo candor, bella de’ suoi Modi innocenti e casti!... Ber, Ci ho veduto la mia: questo ti bastr. Modesta villanella Era Fiorina anch'ella... Appena sposa . Prese una tal baldanza... Vot. Taci, taci: qualcuno a noi avanza.

SCENA VII.

Assan, con seguito di schiavi e schiave. Indi Arima e Frorixa vestite come le donne del seguito, coperte da un lungo velo.

Ass. Prima che al suo cospetto La regina vi chiami, alcuni invia

PRIMO rr

De’suoi più fidi schiavi

Destinati a servirvi, a cul potete

Da padroni ordinar come a Francesi.

(s'inchina e parte: entrano le donne)

Ber. Osserva, anche le donne ! oh i bei paesi! - Ati. desso: lo ravviso... Oh! mio caro Volmar.)

Fior. (vedendo Belf.) (Ah! chi mai vedo? Mio marito è colui.) Ber. Giovani e belle (a Volmar)

Son per certo costor, se corrisponde A quel che appar di fuor quel che asconde. Ragazze, avvicinatevi, Non abbiate paura. | Un altro affetto

Ispiran gli Europei. Vor. (sorpreso) Qual voce è questa ? Ber. È voi così modesta ? (a Fiorina)

Così muta, © carina?

Ati.

Fion. : Usa io non sono Ai vostri complimenti.

Ber. Volmar! (maravigliato)

Vor. Belfior !

Fion. e Ari. (Arte e scaltrezza).

Bet. e Vor. (in disparte) Ah! senti.

Voc. Ho inteso...

Bet. - Ho senlilo...

Vot. Alina.

Bet. | Fiorina.

Fior. Belfiore è colpito.

Au. Commosso è Volmar.

Vot. Oh! cara!

Ber. | Oh! assassina ]

dx Ma no, non può star.

a Vor. e Ber. È un sogno, di delirio acceso pensiero; Siam pazzi davvero Da farsi legar. Ani. e Fion. Insiem si consultano.

12

ATTO Non credono al vero Lo strano mistero Non sanno spiegar. turbati, o cavalieri, commossi rimanete ? Da stranissimi pensieri Occupati ci vedete. La tua voce a me mi toglie. Mi spaventa il tuo parlar. Il mio bene... La mia moglie... . Di vedere e udir mi par. E la solita follia Dell’ accesa fantasia, Che dovunque si figura uel che suol di più bramar. Ah! foss ella in sepoltura! La potessi ancor trovar | a 4 Sì, ragazza, a te appresso Mi credeva a lei presente, terribilmente E il mio cor soavemente Cominciava a palpitar.

(Maledetto! |,

(Me felice! è ognor lo stesso

Mi si svela apertamente. È un prodigio veramente Ch’ io prosegua a simular.) Deh! mi scopri il tuo sembiante! Ch'io ti vegga almeno. in muso! No, signor ; dell’ India uso Non vuol tanta libertà. Europei, Francesi siamo. Di più comodo godiamo : Men gelosa e schizzimosa E in Europa la beltà. Via! ti svela. Olà! rispetto.

| - PRIMO 1a Bet. Via quel velo ...

Fior: No... (gli uno schiaffo) Bel. Cospetto !

Se tu picchi a questo segno ,

Sei mia moglie in verità. Vo. Così nobile contegno

Più sospetto ancor mi dà.

SCENA VIII. Assan con seguito e detti. Ass. La Regina a se vi appella; udienza a voi concede; La sua guardia al regio piede, Cavalier, vi guiderà. Vor. Vieni: andiamo. Bet. | Addio, mia bella. Fo fatica a uscir di qua. Vox. a 4 Tornerete, ci vedremo Ber. In più prospero momento : Di quel ‘vel |’ impedimento ... Tosto o tardi sparirà. (5° egli è desto o addormentato Il mio spirto affè non sa.) ALI. Ci vedrete: torneremo. Fior. In più prospero momento : E del vel l’ impedimento Forse allor si leverà. (Quest incontro ti ii isgraziato Più nessun Forse alcun SCENA IX. Assan solo. Or la vogliam veder bella davvero! Seide, disperato Per vedersi sprezzato , Sovverte i grandi, e tratta niente meno Che di balzar dal trono La desolata Alina... Ma vegliar io saprò per la Regina! (parte)

disturberà.) (partono)

14 ATTO SCENA X.

Magnifica sala d'udienza nel Regio Palazzo. Grandi finestre im

fondo, da cui vedesi la città di Golconda.

AI suono di lieta musica difilano le guardie indiane. Le bajadere cantano un inno di gioja. Esce Atina in mezzo alle sue da- migelle accompagnata da Fiorina, ascende sul trono, Sono: quindi introdotti VoLmar, BeLriore e un drappello di Francesi.

Coro peLLE BAJADERE.

Fra quante il mar dell’ India Ampie città circonda, Bella sei tu, Golconda, E sarai bella ognor: » Non perchè il sol vagheggia » Il tuo gentil sembianie, » E qual diletta amante » orna di gemme e fior; » Ma sol perchè benefica, » Donna non già, ma diva, » Del suo favor ti avviva, » Ti bea del suo splendor. » Spenti di guerra i fulmini » Posano appiè del trono; » Danzan de’ sistri al suono » Pace, Goncordia, Amor. »

Vor.Questo , o regina, di mia vita lo stimo: Il di più bello in cui degnato 10 sono Dal mio sovrano all’ alto onor d’ oflrirt

Patto di stabil pace, E pegni a darti d’ amistà verace. Au. Grata in mia reggia, 0 Duce, Mi è la presenza tua. Vor. {Cielo !) Ani. Inviarmir Il tuo re non poteva ambasciatore. Più gentile di te. Vor. (Per qual portento Ogni voce ch’ io sento i; E voce del mio ben ?) Bet. (Qui certamente Ci entra stregoneria.)

PRIMO | 15 Au. Siedi, ed esponi Del tuo signore i sensi. Fror.(E commosso.) Au. (Non sa quel che si pensi.) Vor. L’ Anglia nemica , e il fero Sultano di Missur ambo il tuo regno Minacciano assalir , e aspirar quindi AI dominio degl’Indi. A te la Francia Offre scudo e difesa, ove del paro Scudo e difesa a lei prestar consenta Tu nelle sue querele. | Att. Io son contenta. Vor. Della felice lega Il foglio testimon ecco segnato Dal mio sovrano. Au, Il mio regal sigillo Mallevador sarà che i sacri patti SI manterran per noi. (scende dal trono)

SCENA XI, Seme, Grandi del regno, Duci e Popolo.

Ser. Ti arresta. Tutti con Arr. Quale ardir!

Ser. Segnar non puoi. Ser.e Coro No , tu non puoi: lo vietano 3 Le nostre sacre leggi.

Tal dritto ai re sol debbesi; Un re tu prima eleggi, E santa e irremovibile La lega ei fermerà. TuTrTti con Atina. Che ascolto ?

Att Ebben sospendasi Fino alla nuova aurora. Sen. Che dici? E indugi ed esiti?

E sei perplessa ancora ? Oggi giurasti sciegliere , | Il regno intier lo sa.. Au Audaci! e me costringere In questa guisa osate ?

16 ATTO Regina io son: tremate , Libera io son di me. Posso punire 1 perfidi Anzi ch’ io scelga un re.

Bet. (Brava davvero.) x

Fior. (Io palpito.)

Vot. Ammiro il suo coraggio.

Sel. (Ardir.) Se i grandi insistono ,

A te non fanno oltraggio : Desio del patrio bene. ; Cotanto osar li fa.

Coro Scegli, deh! scegli.

Ati. (dopo aver meditato) Ebbene; Pago il desio sarà.

Ma rispettar l’ eletto

Giuraste : io vel rammento.

Sei. e Coro E ognuno al tuo cospetto Rinnova il giuramento.

Au. Udite, tutti, udite;

È sposo mio... Volmar. Vor. Io! Bet. Poffar Bacco! Sei, Oh rabbia! Vox. Io ! Torti Lui! Vox. Che dir? che far?

TUTTI

Au. (Tace sorpreso e attonito, Fior. Dubbio, sospeso, incerto ...

Ah! se lo tenta il serto,

Degno di x non è.) me

Vot. (Perchè sorpreso e attonito !

Ber. Perchè sospeso e incerto ?

Vor. Sprezzo dell’ India il serto, Idolo mio, per te.

Ber. Se tu disprezzi il serto , Prendilo almen per me.)

SEI (Sfogo al furor che m'agita,

Varco si lasci aperto.

Cono Ella avvilisce il serto, Dritto a regnar perdè.) Au. Cavaliere! ebben! tacete ? Quai pensieri in cor volgete fi Vot. AR! Regina!... SEL Indietro, insano!

Mal tu aspiri alla sua mano: Non fia mai che di Golconda Salga al trono: uno. stranier..

Ant Temerario ! Vot. E chi potria, .. Se il volessi, a me vietarlo? Srl. Io. Coro Noi tutti. Ari. Alcun non sia

Che si attenti d’insultarlo. Esca ognun... SEI. Tu più non puoi Imperar , far forza a noi. De’ Bramini al gran consiglio Sen richiama il regno intier. Ati. Ah! felloni!

Fior. Qual periglio ! Betr. Che furfanti! - Voc. (ad Ali.) Non temer.

I diritti del tuo soglio Manterrà onor francese.. Punirem lo stolto orgoglio Dell’indegno che offese. Prodi , all’armi, e la Regina Vi accingete a sostener. (I soldati francesi circon. Al. che si ritira in mezzo a loro. Sci. e isuoi partigiani si schierano, Il popolo è in fondo alla scena in atto di spavento) Turri Sì, l'onore d'un trono oltraggiato Vendicato sarà dalla spada: Sì, tremendo sui perfidi cada Della Francia | dei 3 IPOD Di Golconda S9egno 1 uror. (Più che mare dai venti agitato È turbato sconvolto il mio cor.) FINE DELL'ATTO PRIMO

ATTO SECONDO

Fion.

Coro

Fior.

Comm Li ni SCENA PRIMA

Padiglione come l’ Atto 1.0

FIORLNA da una parte, Coro dall’ altra.

E così?

—Son desti ancora. Ma ben presto -- dormiranno, Se di questo ancor berranno

. Soporifero licor.

Fu la dose sufficiente:

A. guardar tornate ancor. (Il Coro rientra)

(Più d’ Alina impaziente Della prova preparata ,

Quasi quasi innamorata

. Jo mi credo di Belfior.)

Lo son i0? No, no, lo spero; Ma un desio mi sento in cor, Che se amor non è davvero Ben potria sembrare amor.

(citorna il Coro)

Piano, piano, zitti, zitti,

Ottenuto abbiam l’ intento ; Più non possono star rittì, Già cominciano a dormir.

Corr corr’ sul momento

O, (0) La regina ad avvertir.

SCENA II,

ALmma cautamente e dette.

Ari. sDormono ?

Fion.

Ain

vSì..

Recati.

ATTO SECONDO rg »Sian nel giardin segreto che sapete, »Pian pian più che potete. E: noi, Fiorina, »Travestiamoci tosto,

»E corriam prontamente al nostro posto. (Il Coro parte)

Fior. sA preparare io: vado »Gli abiti necessarj »A travestir gli schiavi; i vostri e 1 miei »Sono allestiti già qui nel segreto » Vicino guardaroba.

ALI. sAndiamo, andiamo. »Di divertirmi assai, Fiorina, 10 spero. Fior. »La scena sarà comica davvero.» (partono):

SCENA III.

La decorazione rappresenta un paesetto di Provenza: un Do- schetto è da un lato, dall’ altro una rustica abitazione, di fronte un torrente attraversato da un ponticello : in lontano poggi e colline. i

VoLmar è coricato sovra un sedile d’erba all’ ombra dei boschet- ti: a poco a- poco si sveglia, sorge e guarda intorno mara- vigliato,

Vor. In qual luogo son io?

Come vi giunsi? Addormentato io m°era In ricco: appartamento... | Mi trovava in Golconda... ed ora?... ed ora?... Non so ben s'io son desto, o dormo ancora. Ma no, non dormo... Io veggo Splendere il sole... mormorar fra 1 rami Sento: placida |’ aura, e franger onde... Sulle ridenti sponde Della Durenza io sono... Ecco il villaggio Della tenera Alina... Ecco il boschetto Conscio de’ nostri amori... (odesi da lontano mu- i flauti de’ pastori, sica pastorale): E delle gaje forosette io sento I giocondi coneenti... Oh mio contento ! (un coro di villani e di villanelle provenzali ] attraversano i poggi e le colline) Coro Andiam, cogliamo i grappoli, Del bel settembre onore :

20 ATTO Su i colli Amor ci seguiti , Con noi vendemmi Amore : Qualunque festa è insipida Laddove Amor non è.

Vor. Oh! come dolce all’ anima Suono gentil mi scendi! Degli anni miei più teneri Il sovvenir mi rendi ; Del primo amor rinascere Fai la speranza in me.

SCENA IV.

ALima in abito da villanella si presenta sul ponte eon un panierino al braccio.

Vor. Che veggo? oh! qual gentile E vispa villanella il ponte varca Sovrappesto al torrente? In questa forma Alina mi apparia... Veggiam... Si appressa. (Alina viene incontro a Volmar tutta lieta e contenta) Ax1. Buon di, caro Volmar. I Vor, Oh! Alina!... E dessa. Sei pur tu che ancor rivedo ? Tu mia vita ?... Ah! sì, sei quella... Deh! mi abbraccia... mi favella... ch’ io veglio e sono in me. AL. Se tu vegli?... A te lo chiedo. io son queilla?... Osserva bene. Donde nasce, donde viene Lo stupor ch’ io. scorgo in te?

Vot. Io nol so... De’ miei pensieri Lo scompiglio è strano assai.

Au. Strano inver. Tranquillo ieri, Gajo e lieto io ti lasciai.

Von. Come ? ieri?

ALI. Smemorato !

Eri qui su questo prato... Mi dicevi tante cose... Tutte tenere, amorose...

Vor.

Vor.

À Lia

Att.

Vor. Att. Vor.

SECONDO 21 La mia man così stringevi, Questo anello mi porgevi, Mel donavi qual sincero Testimonio di tua fè.

Questo anello !... ah ! è vero, è vero:

Il mio core a te lo diè. a 2

Lo conosco, mel rammento ; Pegno egli è d’amor costante. Ciel, 10 sogno in questo istante, Più non farmi risvegliar!

(Lo ravvisa... Oh mio contento ! Sel rammenta! Ol lieto istante! Ah! lo trovo ancor costante ; Ah! di più non so bramar.)

Ma sei turbato, e mediti ?...

Ti penti del tuo dono?

Io te lo rendo.

AR! tienilo :

E tuo com’io lo sono.

E sposo mio sarai ?

E vivrai meco ognor ? Non ci lasciam giammai:

Ci unisca eterno amor.

a 2

Restiamo, o mio bell’ idolo, Uniti ognor restiamo : Viviamo insiem, quai vivono Due fiori in un sol ramo: Di due formiamo un’ anima,

Di due formiamo un cor. (partono insieme per la via del colle) SCENA V.

Interno di una casa rustica.

Frorina vestita da villanella, Coro di Provenzali che portano

BeLFioRE addormentato e vestito da villano.

Fior. Entrate, e piano piano

Adagiatelo qua. Comincia anclì* esso

52 ATTO A scuotersi un tantino... | | © A svegliarsi del tutto egli è vicino. (lo adagiano sovra un'rustico scanno, presso un' tavolino, sul quale è una fiasca e un bicchiere) Vedete!... Ei già si muove... Sbadiglia, si contorce... Usiamo ogni arte Per ben rappresentar la nostra parte. (il Coro si ritira. Fiorina siede in disparte, prende una conocchia, e fila cantando) O donne, è trista cosa Trovarsi ognor allato Un uom ch'al vino è dato, i Che dorme notte e dì. Bet. (svegliandosi) Volmar!... Fion. (Si desta. Seguitiamo.) Bet. (ancora sbalordito) Ove son?... non ho più testa. Fior. Da che son fatta sposa Di questo bevitore, Arrabbio a tutte |’ ore, Mi annoio notte e | Bet. (avanzandosi) Corpo di Bacco! Conosco la canzone... —_ Fiorina! Fior. Alfin ti svegli, ubbriacone! Ber. Cospetto! Sei mia moglie, ME, Ì diavolo in persona? Fior. Scimunito !

Lo vedrai coll’effetto. (sorge minacciandolo colla Ber. Olà, dico, rispetto, conocchia) O con questa mia spada... Come ? che?...

La mia spada dov è

Il vestito, il cappello?.. i I

pel Ecco la spada, Scimunito buffone! ( battendolo colla conocchia) Ber. Ajuto! ajuto! (esce il Coro) CoroChe strepito! Che fu?

Sempre schiamazzi tu —- quand’ hai bevuto. Bet. Bevuto!... sì. ma come, i

Perchè mi trovo qua.?... chi siete. voi?

Fon

. SECONDO 33 . CoroSiamo i vicini tuoi... | Non ci conosci più? Bet, Che fosse un sogno Golconda, ambasciata... I vascelli, I’ armata il grado mio?... CoroTutto, tutto hai sognato. Ber. Ah! un malanno a costei che mi ha svegliato. lo sognai che, disperato Di una moglie malandrina, Me ne andai, mi fei soldato, Militaì nella marina. Ma cospetto! il mio valore Da per tutto fe’ rumore : Dai nemici, dai corsari | Liberai le terre e 1 mari, E nell’ Indie veleggiai Col francese ambasciator. Coro'e Fior.Oh ! i bei sogni che tu fai! Ah! ah! ah! tu sogni ancor. Ber. Questa strega; appena intese La fortuna a me toccata, è partita dal paese, A Tolone si è imbarcata ;; Ma fu presa per la via Da un corsar di Barberia, In Algeri fu venduta, Notte e giorno ben battuta ,. E la pelle presto presto Per fortuna ci lasciò. Coro e Fior. Anche un sogno, un: sogno è questo:. Bet. Ah! perchè non si avverò? In Golconda io: mi: trovava, In cuccagna io: mi. credea 5; Che bocconi eh? io: mangiava:!. Le bottiglie ch° io: bevea.!. Quelle care Golcondesi: Eran meco: cortesi, €h° io di loro andava: malto, Che un serraglio ne:avrei fatto... Ma mia moglie sul più bello.

24 ATTO Mi è venuta a risvegliar. Qua la fiasca, qua il bicchiere , Tutto il giorno io voglio bere, Fino all’ alba di domane Vo? dormire, vo’ sognar. Adorabili Indiane, (siede al tavolino e beve) Vi potessi ritrovar ! (odesi gran tumulto di fuori) Fior. Ma che strepito e questo ? (accorrono a vedere) Osserviamo... Ah! il Visir |!

Ber. ù Ho ben inteso ? O sogno un’altra “volta ? Fior. Oh! cielo! Alina

È tratta prigioniera, e seco Ernesto, AN! soccorso, Belfior. Betr. Che gioco è questo ? (s'alza) Fior. (rapidamente) In Francia tu non sei... Questa è Golconda... Ed Alina vi regna...

BreLr. Ed io?

Fior. Tu sei Capitano davvero...

Betr. E tu?

Fior. Qui schiava . Da corsari venduta, io ritrovai

Nella Regina la perduta amica ,

L'amante di Volmar, ascesa al trono,

E la sua prima confidente io sono.

Come del cor Ernesto

Ella bramò far prova, io pur bramai

Per far prova del tuo, così burlart. Brtr. E desto e addormentato ho da trovarti?

Ma di’, fraschetta, almeno ò

Come e quando e perchè ?... Fior. Tutta } istoria

A miglior tempo udrai... Corrasi adesso

E la regina a liberar si vada. Betr, Datemi la mia spada,

uniforme:.. il cappello... | Fior. Eccoli pronti:

SECONDO 25 Andiamo, andiam.

Betr. Farem più tardii conti. (partono)

SCENA VI. î Sala come nell’ Atto I.

& Atina è condotta fra le guardie; e dopo che queste si sono allontanate , esce Assan.

Au. Che veggo ? empio, e tu pure Fra mie nemici, Assan ? Ass. Deh! perdonate, Infelice Regina. Io fui costretto A piegarmi al Visir ; ma del mio fallo Tutto il rimorso io sento, e a farne ammenda, Lo giuro al vostro piè, disposto io sono. Ati. Sorgi, e pensa a mertar il mio perdono. Ass. Disponete, o Regina ; La mia vita vi è sacra. AL1, Odi... Ass. Tacete : Giunge il Visir ALI. Fatale inciampo! Ass. Un solo

Mezzo rimane, ed a tentarlo io volo. (parte)

SCENA VII.

Ara e SEIDE

Sei. Il sacro de’ Bramini Venerabil consiglio ha pronunziato La tua sentenza. Di Golconda il serto, Da te disonorato , A miglior fronte in questo giorno è dato. Ati. Alle sventure avvezza Io so sprezzarle. Volentieri io cedo Ad altra man lo scettro, e a’ patrii lidi A. viver tornerò contenta e lieta. i

26 ATTO Sei. No: ta non puoi parhr. Att. Come! chi ’l vieta? Sei. Io. | Au: Tu! Che ascolto? E quale, ual dritto hai tu, superbo, Sulla mia libertà?

SEI. Dritto maggiore Non v' ha del mio. Au. ‘Chi te lo diede ? SEI. Amore.

Io amo, Alina, io t'amo

Più che dell’ India il trono:

A te di nuovo il dono,

Se ottengo il tuo ‘bel cor. Au. No, più regnar non bramo

Sovra tradito soglio :

Doni da te non voglio :

Sprezzo il tuo vile amor.

SEI Ingrata! ancor ti prego: Miglior consiglio prendi. Ati. Ai traditor non piego: Mutarmi invan pretendi. SEL. Ebben, se amor non vale, La forza adoprerò. At. Trema: ho con me un pugnale,

Come trattar lo so. a 2

Ser. Prigioniera a me soggetta, Arata languiraì : Forse. .allor.ti pentirai , E l’ orgoglio. cesserà. Att Sopportar la tua vendetta | tinti mi vedrai : sperar ch° io scenda mai A implorar' la tua pietà. (odesi «strepito d’ armi e tumulto lontane!

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w SECONDO Ò “Set. Ma qual fragor? Au. Oh! gioja!

| Strepito d’ armi è questo.

SCENA VIII

Assax frettoloso e detti.

Srl. Assan!

Ass. Va, corri, Sei tradito, o Signor. Conscii i Francesi Che il Duce è prigionier, vengon fremenu A liberarlo e ad assalir la reggia.

Su. Oh rabbia! Si proveggia,

ripari al periglio. In queste porte La superba da te sia custodita ... Mi rispondi di lei colla tua vita. (parte frettoloso)

SCENA IX

Assam, Acina, indi il Cono delle ‘schiave.

\Ass. Io cominciai l’ impresa,

I Francesi avvertii.

CS *. Deh! tu la compi, «Toglimi a questo stato Ass. | Ah! custodita.

E d’ armati ogni via. . Ati. mi è dato fuggir? di me che fia? Od... cresce il fragor. Presso alla reggia

Ferve accesa la pugna i Voci Di DENTRO Aita! Aita!

(tuona il cannone, accorrono le schiave spaventate)

Aut. Tremante sbigottita i

A me ciascuna accorre !... In suon tremendo

Tuonano i bronzi, e le pareti scosse Sembran precipitar.

i Jono prio ad Alina) Deh! tu ci salva,

u ci difendi dal furor francese.

23 ATTO SECONDO Att. Sì, fate cor; meco sarete illese. Ciel, seconda i difensori Che la sorte a me lasciò : Tu li rendi vincitori Del fellon che oltraggiò. Ati. Ma più presso, ma più forte e Coro Tuona il fulmine guerriero... . Già già scuotonsi le porte ... Già il nemico inoltra altero.

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SCENA ULTIMA

Entrano i grandi del regno, alla cui testa è VoLmar seguit da’ soldati francesi, fra’ quali è Serpe avvinto catene: resto della scena è ingombro dai soldati indiani.

Coni Viva Alina! viva Alina!

Ati. Oh! contento

Ser. (Oh! mio furor.)

Vot, Ber. Tu sei salva... sei regina... ATI e Fior. Ecco in ceppi il traditor. (Seide scortat ALI. Ah! lasciate ch’io respiri... da’ soldati parte

Mi sostieni, o caro amante... Al piacer di quest’ istante Non resiste oppresso il cor. v Furti Salial trono, e un’altra volta Di Golconda stringi il freno : Lo A. te lieto, a te sereno | India il ciel risplenda ognor. ALI. Ah! capace a tanto bene Dammi un’alma, o Dio d’ amor. (tutti gli Indiani si prostrano ad Alina e 1’ adorano, Qua dro generale d'allegrezza.) Cala il sipario. |

FINE